About Me

Mi chiamo Eugenio Maggio, sono nato e vivo a Taranto.
Mi sono avvicinato alla fotografia tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, negli anni della mia giovinezza, affascinato dal potere evocativo delle immagini e dalla possibilità di raccontare il mondo attraverso la luce.
All’epoca usavo fotocamere analogiche, sviluppavo e stampavo in camera oscura, e cominciavo a scoprire il linguaggio fotografico, i suoi ritmi e le sue pause. Era un tempo in cui ogni scatto era pensato, misurato, quasi meditato.

Dal 1973 al 1977 ho lavorato come operaio, portando avanti in parallelo la passione fotografica.
Poi, con l’inizio del mio impegno nella CGIL di Taranto — che sarebbe durato dal 1986 fino al 2017 — la fotografia ha dovuto cedere il passo ad altri doveri.
In quegli anni lunghi e intensi, carichi di relazioni umane, battaglie civili e responsabilità collettive, ho messo via la fotocamera.
Ma non ho mai del tutto lasciato la fotografia: ne seguivo l’evoluzione, i cambiamenti del linguaggio, le nuove tendenze che prendevano forma con l’arrivo del digitale.
Era una passione silenziosa, sotterranea, in attesa di poter riemergere.

Con il pensionamento, nel 2019, ho finalmente ripreso tra le mani la macchina fotografica, questa volta una mirrorless.
È stato come ritrovare una parte di me rimasta in sospeso.
Sono tornato alla street photography, il genere che ho sempre sentito più vicino al mio sguardo: quello che cerca l’umanità nei gesti quotidiani, nei volti distratti, nei margini delle città.
Oggi fotografo con l’entusiasmo della prima volta, ma con lo sguardo più maturo di chi ha vissuto e osservato tanto.

Le mie foto appartengono al genere della street photography: scatti rubati, autentici e spontanei, che immortalano soggetti in spazi pubblici in situazioni reali della vita quotidiana. L’obiettivo è raccontare il volto autentico della società nei suoi aspetti più semplici e ricorrenti, evidenziando la precarietà e il carattere contingente del vivere comune in una dimensione in cui si percepisce una sensazione di degrado, decadenza e di abbandono a volte con una vena malinconica ma sincera.

I protagonisti delle mie foto sono persone ordinarie ognuna nella sua unicità: lavoratori, impiegati, operai, casalinghe, disoccupati, studenti. Persone perlopiù solitarie assorte nei loro pensieri. Non ci sono eroi, corpi palestrati o supermodelle, ma volti nei quali chiunque può riconoscersi, dal nord al sud del paese e oltre i confini nazionali.

Questi scatti invitano a superare atteggiamenti chiusi e provinciali, sollecitando le persone a interrogarsi e indagare su se stesse al fine di maturare una visione del mondo più aperta e disponibile verso nuove idee, culture e prospettive. Vogliono liberare le coscienze da quella cappa opprimente che le vuole omologate e conformi al senso comune spersonalizzante.

My photos belong to the genre of street photography: candid, authentic, and spontaneous shots that capture subjects in real-life situations in public spaces. The aim is to portray the genuine face of society in its simplest and most recurring aspects, highlighting the precariousness and contingent nature of everyday life in a context where a sense of decay, decline, and abandonment is often perceived sometimes with a melancholic but sincere streak.

The protagonists of my photos are ordinary people, each in their own uniqueness: workers, employees, laborers, homemakers, unemployed individuals, and students. Mostly solitary figures, absorbed in their thoughts. There are no heroes, bodybuilders, or supermodels, but rather faces in which anyone can recognize themselves—from the north to the south of the country, and even beyond national borders.

These shots invite us to overcome narrow-minded and provincial attitudes, encouraging people to reflect and investigate themselves in order to develop a more open and receptive vision of the world—one that is welcoming to new ideas, cultures, and perspectives. They seek to free consciences from the oppressive veil that demands conformity and depersonalizing adherence to common opinion

STUDI – FORMAZIONE – ATTIVITA’ PROFESSIONALI

1972-1976: Sidercomit s.p.a. Strada Statale Appia n. 100 Taranto

Settore: metalmeccanico. Impiego: operaio specializzato.

1978-1984: animatore socio culturale nella scuola pubblica. Interventi formativi in percorsi e produzione audiovisuale verso studenti/insegnanti in ambito cinema di animazione e area fotografica.

1978 – 1984: Socio fondatore soc.coop. Il Mintauro specilizzata in produzione di materiali audiovisivi, mostre, ricerche e interventi fotografici, animazione foto/socio/culturale.

1985-1987: Presidente soc. coop. Libreria Dickens – Taranto.

1986-2017 : CGIL Taranto, Via Dionisio 20 – CAF CGIL via Val D’Aosta 10

Settore: associazione sindacale Impiego: responsabile amministrazione, dipartimento organizzazione; consulente CAF

2007 Università di Bari – Facoltà di Scienze della Formazione : laurea 1° liv. (L18)

in: educatore professionale. Tesi: I conflitti nel mondo del lavoro: il mobbing, una prospettiva sociologica.

2008 Università di Bari – Facoltà di Scienze della Formazione: Corso di

perfezionamento in: comunicazione didattica ed educativa. Percorso in liguaggi comunicativi, fotografci, audiovisuali e prossemica.

2014 Università di Bari – Facoltà di Scienze della Formazione – L.M. in Pedagogia. Corso di studio in “Consulente per i servizi alle persone e alle imprese”. Classe di laurea LM50 (programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi).

Tesi: I lavoratori della conoscenza nelle aziende di sevizi alla persona.

2021 Forum terzo settore – MOOC Percorso in Individuazione degli apprendimenti pregressi per la validazione e la certificazione delle competenze.

2024 Socio circolo fotografico “il Castello Taranto”, aderente FIAF, esperto e formatore di street photography.

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